08 mar

MODELLI DI GESTIONE AVANZATA DEL VIGNETO

Si chiude in questi giorni un articolato percorso formativo dedicato alle aziende vitivinicole del Veneto nell’ambito del progetto Gestione del gruppo operativo del PEI AGRI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura – PA.GO. “ITAca”, PSR Regione Veneto, misura 16.

L‘obiettivo di ITAca è quello di rendere efficace la difesa fitosanitaria e ridurne l’impatto ambientale e di migliorare la conoscenza e lo sviluppo delle specie cosiddette resistenti.

Il motivo che ci ha spinto a sviluppare un simile percorso è la consapevolezza che i viticoltori della nostra Regione hanno a che fare con aree difficili e sfidanti, e che l’incontro con esempi di produzione virtuosa ed esperti strettamente legati al territorio avrebbe permesso un nuovo approccio pratico per una gestione di valore.

Le aziende che hanno beneficiato del progetto fanno parte del Consorzio di Tutela del Soave: abbiamo coinvolto circa 240 partecipanti tra imprenditori agricoli, coadiuvanti, dipendenti e partecipi familiari in lezioni frontali ma soprattutto in una serie di visite didattiche con esperti e focus specifici.

Il Comune di Fumane (VR) e l’affascinante location di Villa della Torre a Fumane (VR), sede di Allegrini Wine, hanno ospitato gli approfondimenti dedicati alla biodiversità. Con il contributo di World Biodiversity Association (WBA) sono stati approfonditi i temi:

  • modello di biodiversità WBA per quanto riguarda acqua, aria, suoli
  • validazione e la certificazione
  • biodiversità funzionale
  • vite ed insetti, con focus sulla Cimice Asiatica e Suzuki
  • flavescenza dorata e i nuovi vettori

Abbiamo alternato gli approfondimenti in aula con prove sul campo che hanno coinvolto i partecipanti nell’analisi entomologica di campioni di terreno e falde acquifere, per valutarne la bontà in viticoltura sulla base della biodiversità riscontrabile osservando e riconoscendo dal vivo i singoli artropodi e le altre forme di vita.

La Fondazione Mach di San Michele all’Adige (TN) ha fornito altri esempi concreti di sperimentazione e sviluppo di vitigni resistenti (pergola, spalliera, gestione convenzionale, biologica e biodinamica) attraverso la visita guidata alla sua azienda agricola. I partecipanti hanno poi potuto approfondire alcuni casi di lotta agli infestanti ammirando nel contempo le innovazioni tecnologiche per la produzione di vini spumanti nelle prestigiose – e scenografiche – cantine del Gruppo MezzaCorona, concludendo il giro trentino con una degustazione di diverse tipologie di Rotari.

Gli storici Vivai Cooperativi Rauscedo (PN), realtà unica in Italia per importanza e modello di gestione, hanno ospitato delle esperienze sul campo accompagnate da piacevoli degustazioni da vitigni resistenti, con focus su:

  • nuovi vitigni resistenti
  • confronto tra autoctoni e resistenti e il recupero di fonti di resistenza in biotipi autoctoni
  • nuovi portainnesti M1-M2-M3-M4 resistenti agli stress ambientali
  • nuove tecniche viticole per mitigare il cambiamento climatico, con declinazione sulle aree specifiche di provenienza dei partecipanti

Particolarmente apprezzata anche la visita agli impianti di produzione delle barbatelle che hanno fatto la fama di Rauscedo, con l’osservazione diretta di tutte le fasi del processo produttivo.

Ci siamo spinti poi ancora più a nord, con una visita dedicata al Centro di Sperimentazione Laimburg nella omonima località in provincia di Bolzano. Questa tappa ha permesso di approfondire i problemi del cambiamento climatico ed i loro effetti nella dislocazione dei vigneti, proponendo esperienze di difesa della vite e nuovi modelli di sostenibilità e sperimentazione enologica attraverso la visita ai vigneti e alcune degustazioni di laboratorio. Non poteva mancare un brindisi finale nell’emozionante e unica della Cantina nella Roccia Laimburg.