06 lug

WORKSHOP INTRODUTTIVO

LA MINDFULNESS COME RISORSA PER GLI OPERATORI SOCIALI E SANITARI

 

Mercoledì 17/10/2018

dalle 14.00-18.00

presso Irecoop Veneto – Via G. Savelli 128 – Padova

Vi sarà certamente capitato di iniziare a fare qualcosa e poi chiedervi “Che cosa stavo facendo?”

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A volte vi sarete ritrovati oberati di impegni, lavorativi e non, e con la sgradevole sensazione di rincorrere il tempo che sembra essere sempre troppo poco. Oppure qualche volte vi sarete resi conto di avere reagito in modo sproporzionato a un’osservazione di un collega o di un superiore.

L’ambiente di lavoro può essere un luogo stressante, le persone gestiscono molti più impegni rispetto al passato: a volte capita di svolgere un compito pensando già a quello successivo, di rispondere al telefono leggendo contemporaneamente le mail o di parlare con qualcuno controllando lo schermo del computer.

In pratica si è spesso intasati di dati e pressati da richieste, e questo si traduce in una sensazione di fatica mentale, di incapacità a fronteggiare tutte le cose, di affaticamento della concentrazione e di diminuita efficacia nelle azioni.

Questa è una situazione ormai piuttosto comune tra i lavoratori, a prescindere dal tipo di mansione e di ambito, e si traduce non sono in un clima più teso sul posto di lavoro, ma anche in una minore efficacia degli interventi e una sensazione cronica di insoddisfazione. “Lavoro tanto e mi sembra di non fare mai abbastanza, mi pare che gli altri siano più bravi ed efficaci di me” sembra essere il pensiero di molti lavoratori oggigiorno.

Il sovraccarico di compiti è reale, ma sono anche le cattive abitudini mentali a creare i problemi.

Rimuginare su situazioni passate, lasciarsi trascinare dai soliti pensieri, immaginare dialoghi con persone alle quali in realtà non diremo mai nulla di ciò che pensiamo, fantasticare scenari che non diventeranno mai reali: tutto questo consuma energia psichica, causa calo di attenzione, difficoltà a stare nel momento presente e quindi a concentrarsi sui compiti del qui e ora.

Tutto ciò si traduce in uno stato cronico di stress che alla lunga può causare ansia depressione e sindrome del burn out.

Anche le relazioni sociali nell’ambiente di lavoro possono venire compromesse da questo stato di cose: si è più irritabili e meno ben disposti verso i colleghi, soprattutto quando il loro comportamento non è in linea con le proprie posizioni, si è meno attenti alle richieste, si è come presi sempre da pensieri propri i quindi meno in ascolto degli altri.

Non è possibile eliminare completamente lo stress dal posto di lavoro, ma è possibile migliorare la propria gestione degli eventi stressanti; secondo numerose ricerche un aiuto concreto potrebbe arrivare dalla Mindfulness, una pratica che migliora la capacità di prestare un’attenzione consapevole e completa al momento presente.

Avere la consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie azioni nel momento presente, favorisce un’esperienza lavorativa migliore, più gratificante, ed una relazione più autentica con le persone con cui ci si relaziona più spesso.

Inoltre, essere più concentrati e attenti procura un senso di maggior efficacia e diminuisce il senso di sovraccarico e stanchezza. Imparando ad ascoltare il proprio respiro e le sensazioni del proprio corpo si è più consapevoli delle proprie emozioni e reazioni, che saranno così più consapevoli e calibrate.

Tale disciplina non è una semplice tecnica di rilassamento, ma neppure una pratica meditativa classica.

Come definita da Jon Kabat-Zinn che ha ideato la pratica, la Mindfulness è una sequenza di tecniche che permettono di sviluppare ed allenare la propria capacità di “porre attenzione in modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”, facoltà fondamentale che oggi è fortemente messa a rischio dalle modalità di lavoro e di pensiero multitasking.

L’obiettivo è migliorare la qualità della propria vita, a cominciare dall’ambiente lavorativo, nel quale viene speso almeno un terzo della medesima: i benefici sono molto concreti e dimostrati scientificamente.

Diversi studi (uno per tutti*), dimostrano che con otto settimane di training quotidiano lo stesso cervello si modifica sia a livello strutturale che funzionale: si registra un significativo aumento della materia grigia nelle aree associate all’apprendimento, ai processi di memoria, alla regolazione delle emozioni e all’attenzione sostenuta, cioè la capacità di mantenere l’attenzione e la concentrazione su un determinato stimolo per un periodo prolungato di tempo.

Ma non solo, come conseguenza della pratica Mindfulness, si registra anche un aumento dell’attività nella corteccia prefrontale sinistra che è stata correlata con la presenta di felicità e benessere, così come si evidenzia un generale miglioramento del sistema immunitario.

La Mindfulness cambia il modo in cui il cervello elabora le informazioni e gestisce gli effetti dello stress e dell’ansia: coloro che praticano tale disciplina sono di fatti più calmi e più padroni di sé stessi.

La Mindfulness porta:

1) Una maggiore focalizzazione, ovvero la possibilità di mantenere l’attenzione in modo intenzionale su ciò che vogliamo e ridurre i fattori distraenti.
2) Un livello più elevato di chiarezza, cioè la consapevolezza chiara dei pensieri e delle emozioni nel momento in cui si manifestano e la non reattività ad essi (risposta ponderata anziché impulsiva).
3) Un maggiore sviluppo della creatività, ovvero la libertà di trovare soluzioni nuove e migliorative liberandosi di alcune trappole della mente e coltivando specifiche qualità dell’essere.
4) Livelli più alti di compassione, cioè la capacità di essere presenti agli altri, capirne i bisogni e, con saggezza e umiltà, entrare in una relazione di solidarietà e comunità.

*Holzel et al. (2011) Mindfulness practice leads to increases in regional brain gray matter density – pubblicato su Psychiatry Res.- 191(1): 36-43. PMID: 21071182)

Durata: 4 ore

Crediti ECM: 7,6 crediti ECM

Destinatari del corso: sono tutti coloro che ricoprono un ruolo di coordinamento come responsabili di Reparto/Nucleo/Modulo e/o operano a diretto contatto con utenti nell’ambito dei servizi residenziali. Operatori socio-sanitari.

Profili professionali accreditati: infermieri, infermieri pediatrici, fisioterapisti, educatori, logopedisti, terapisti occupazionali, psicologi, medici, assistenti sanitari, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

Quota di partecipazione: 45,00 €

Numero massimo di partecipanti: 20

 

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:

Provider e segreteria organizzativa

IRECOOP VENETO

Via G. Savelli 128 -35129 – Padova

tel.  049 8076143 – Fax   +39 049-8076136
Si prega di inviare la scheda di iscrizione entro il 05/10/2018 all’indirizzo a.daminato@irecoop.veneto.it