| Codifica | Percorso di Consulenza | Ore | Costo |
|---|---|---|---|
| AM.2.1 | Consulenza finalizzata ad orientare l’imprenditore verso la conduzione sostenibile delle colture specializzate: viticoltura*® | 35 | 2170 |

| Codifica | Percorso di Consulenza | Ore | Costo |
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| AM.2.1 | Consulenza finalizzata ad orientare l’imprenditore verso la conduzione sostenibile delle colture specializzate: viticoltura*® | 35 | 2170 |
L’attività della Regione del Veneto verso gli obiettivi di sostenibilità, iniziata con l’approvazione del “Programma regionale per un settore vitivinicolo sostenibile” (DGR n. 1820/2018) nell’accompagnare e sostenere gli operatori agricoli nel mitigare gli effetti ambientali connessi all’attività produttiva. Tale impegno risulta prioritario, considerata la rilevanza dell’impiego di prodotti fitosanitari in Regione (oltre 15.000 t nel 2022) e stanti gli indicatori delle elaborazioni ISTAT che vedono il Veneto sempre ai primi posti in Italia per utilizzo di prodotti fitosanitari per unità di superficie agricola. Per questo, il Programma segnala l’importanza di attivare iniziative di informazione e formazione che promuovono l’attuazione di misure gestionali finalizzate all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nelle aree a vocazione viticola ed individua nella consulenza aziendale lo strumento adatto a favorire l’adozione da parte delle imprese viticole dei metodi di produzione sostenibili, che il corpo normativo definito dalla Direttiva 128/2009/CE, dal D.Lgs. 150/2012 e dal
PAN (DM 22/01/2014) ha individuato come strumenti per ridurre il rischio per l’ambiente e la salute umana derivante dall’uso di prodotti fitosanitari.
Strumenti per orientare l’azienda sono l’analisi economica della redditività e la valutazione del conto ambientale fitosanitario aziendale. Quest’ultimo in particolare, che prende spunto dal calcolo dell’indice di rischio armonizzato HRI1 (Dir. UE 2019/782), declina a livello aziendale/colturale l’indicatore di risultato del PAN mostrando in modo immediato il peso ambientale delle scelte aziendali in materia di difesa fitosanitaria e consente il confronto con le alternative meno impattanti.
Questi strumenti, integrati con la valutazione dei diversi fattori componenti la sostenibilità (economico, sociale, ambientale), permettono all’agricoltore scelte diverse di combinazione dei fattori produttivi che pur a parità di produzione e, quindi, di redditività, abbiano anche impatti ambientali minori, contribuendo peraltro a migliorare la percezione del settore nell’opinione pubblica.
Il presente percorso di consulenza è valido per il rispetto degli impegni previsti dal Bando SRA19
(Azione 1, Azione 2, Azione 3) del CSR Veneto 2023-2027.
Le modalità di svolgimento della consulenza si basano sull’utilizzo di una check list di valutazione della sostenibilità aziendale della coltivazione della vite, nonché del Bilancio semplificato (BS) e data sheet specifico per la coltura messo a punto dal Crea – Centro Politiche e Bioeconomia (CREA-PB) per quanto concerne il rilievo e l’analisi dei dati tecnici ed economici. Nell’attività di check up, il consulente si avvale quindi della sopraccitata check list per fotografare la realtà aziendale dal punto di vista della sostenibilità, nonché del bilancio semplificato per la sistematizzazione dei dati economici dell’anno precedente all’avvio della consulenza. Pertanto, il consulente ottiene dall’impresa le informazioni relative ad alcuni parametri “chiave” di sostenibilità, raccoglie i dati strutturali, gestionali, i dati economici nonché sulle tecniche e pratiche colturali eseguite dall’impresa ai fini di una valutazione ambientale. Le informazioni raccolte permettono, oltre che di fotografare la realtà aziendale, di confrontare le performance rispetto a quelle di altre imprese. Il consulente analizza insieme all’imprenditore la situazione economica e gestionale, mettendo a fuoco i possibili punti critici o le opportunità da sviluppare. Sulla base delle informazioni raccolte, esegue quindi, assieme all’imprenditore, un esame integrato dei diversi fattori componenti la sostenibilità di partenza, valutando i possibili punti in cui bisognerebbe intervenire. Per quanto concerne le informazioni ambientali il consulente:
a) calcola il conto ambientale fitosanitario dell’azienda, considerando l’impatto ambientale delle sostanze
attive utilizzate nel programma di difesa ordinario (anno precedente) e il loro “peso” in termini di pericolosità
prendendo spunto dall’indicatore di rischio armonizzato HRI1 (Allegato IV della Direttiva 2009/128/CE). Il
conto ambientale deve fare riferimento all’intera superficie vitata aziendale: il consulente analizza il risultato
e identifica le molecole o le strategie di difesa che possono essere cambiate attraverso pratiche agronomiche
che o l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale.
b) introduce l’utilizzo di modelli previsionali quali strumenti necessari per il corretto posizionamento degli
interventi fitosanitari da mettere in atto;
c) supporta l’impresa nella registrazione dei trattamenti nell’applicativo messo a disposizione dalla Regione o
in altri applicativi a disposizione dell’impresa.
d) trasferisce le informazioni all’imprenditore avvalendosi anche delle indicazioni dei bollettini fitosanitari
regionali, lo informa su tutte le fonti di informazione messe a disposizione dalla Regione e da altri enti (Veneto
Agricoltura, ARPAV, ecc.), sulle novità tecniche disponibili nel mercato e sui risultati di attività sperimentali
anche finanziate con fondi pubblici;
e) spiega le possibilità di partecipazione a sistemi di qualità pubblici a forte componente relativa ad aspetti di
sostenibilità ambientale (QV, SQNPI).
Durante tutto il periodo previsto per l’esecuzione dell’operazione, il Soggetto prestatore di consulenza garantisce anche assistenza telefonica all’impresa. Il consulente esegue in totale quattro visite aziendali. Se necessario, è prevista la possibilità di eseguire analisi fitosanitarie per la ricerca di patogeni.