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Alfabetizzazione IA per il personale delle cooperative
Percorso formativo per l’adeguamento all’articolo 4 del Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act)
QUANDO
SEMPRE DISPONIBILE
DURATA
2 ORE
DOVE
IN MODALITÀ E-LEARNING
Il corso fornisce al personale delle cooperative le conoscenze di base sull’intelligenza artificiale richieste dall’articolo 4 dell’AI Act (Reg. UE 2024/1689), che impone a chi utilizza sistemi di IA di garantire al proprio personale un livello adeguato di alfabetizzazione in materia.
Obiettivi formativi
- Costruire un vocabolario condiviso sull’intelligenza artificiale: modello, prompt, contesto, IA generativa
- Riconoscere le opportunità concrete e i rischi reali di un uso quotidiano dell’IA nel lavoro in cooperativa
- Interiorizzare il principio di supervisione umana: l’IA propone, la persona verifica e decide
- Conoscere il quadro normativo essenziale — AI Act e relativo rapporto con GDPR — e le sue implicazioni pratiche
- Applicare quanto appreso a casi pratici tratti dal lavoro quotidiano in cooperativa, reparto per reparto
A chi è rivolto e formato
- Personale operativo e quadri intermedi delle cooperative, senza prerequisiti tecnici
- Durata complessiva: 2 ore
- Al termine del percorso: quiz di verifica e attestato individuale di partecipazione, da conservare come prova dell’assolvimento dell’obbligo art. 4
Quanto costa?
35,00€ + IVA a persona
Se hai più persone da formare indicalo nel form e sarà nostra cura farti un preventivo ad hoc scontato!
Indice del Corso
- Perché questa formazione
- Cos’è l’intelligenza artificiale e come “pensa”
- Gli strumenti che usiamo e i nostri dati
- Scrivere prompt efficaci, e in sicurezza
- L’IA al lavoro: opportunità e casi pratici per reparto
- Riconoscere i rischi e i contenuti artificiali
- Scegliere gli strumenti giusti, in modo responsabile
- Il quadro normativo in sintesi e gli adempimenti
Programma in dettaglio
1. Perché questa formazione
L’intelligenza artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano di tutti, che la si sia scelta o no — spesso attraverso gli stessi strumenti di uso comune, assistenti generativi o funzioni già integrate negli applicativi che usiamo in cooperativa. Il punto non è più se usarla, ma come usarla senza creare rischi per sé e per la cooperativa. Questa esigenza non è solo di buonsenso: l’articolo 4 dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) impone a chi utilizza sistemi di IA di garantire al proprio personale un livello adeguato di alfabetizzazione in materia, e la fruizione di questo corso concorre ad assolvere quell’obbligo — a condizione che la cooperativa ne conservi la prova, un punto su cui torneremo in chiusura. Il percorso unisce concetti, casi pratici tratti dal lavoro quotidiano in cooperativa e i riferimenti normativi essenziali, senza richiedere alcuna competenza tecnica di partenza.
2. Cos’è l’intelligenza artificiale e come “pensa”
Cos’è l’intelligenza artificiale e come si è evoluta: le differenze che contano tra Machine Learning, Deep Learning e IA generativa, e la distinzione tra IA debole — quella che usiamo oggi — e IA forte, che resta, per ora, teorica. Il cuore del modulo è capire come funziona davvero un’IA generativa come ChatGPT, Gemini, Claude o Copilot: non capisce e non ragiona, ma prevede la parola successiva più probabile sulla base di enormi quantità di testo — statistica su larga scala, non intelligenza nel senso comune. Da questa natura discende il fenomeno delle “allucinazioni”: risposte inventate ma plausibili, esposte con la stessa sicurezza di quelle corrette — norme inesistenti, date sbagliate, fonti mai pubblicate — come mostrano gli esempi concreti che vedremo in aula.
Da qui discende anche una conseguenza che riguarda direttamente ciascuno di noi: “l’ha detto l’IA” non è una difesa. Chi firma, invia o pubblica un contenuto ne risponde anche se lo ha generato una macchina, e i casi ormai noti di professionisti sanzionati per citazioni inventate dall’IA lo dimostrano. Da qui la prima regola operativa del corso: l’IA è un ottimo assistente ma un pessimo capo — tutto ciò che produce va verificato prima di usarlo.
3. Gli strumenti che usiamo e i nostri dati
Panoramica degli assistenti più diffusi e di cosa significa che “girano nel cloud”: il testo che digitiamo non resta sul nostro computer, viene inviato ai server del fornitore, elaborato lì e restituito. È una differenza che conta anche sul piano legale: incollare dati personali in un prompt è un trattamento di dati a tutti gli effetti, e il GDPR si applica in pieno, con i suoi requisiti di liceità, finalità e minimizzazione. I server dei fornitori sono spesso fuori dall’Unione Europea — da qui la necessità di conoscere cosa comportano i trasferimenti extra-UE e quali garanzie servono, chi è titolare e chi responsabile del trattamento, e perché in cooperativa dovrebbero già esistere una policy sull’uso dell’IA e informative aggiornate.
Proprio per questo, sul lavoro si usano gli strumenti scelti dalla cooperativa — tipicamente piani business, con garanzie contrattuali sull’uso dei dati per l’addestramento dei modelli — e non il proprio account personale. Un esempio concreto, prima e dopo l’introduzione dell’IA in un’attività reale, mostra quanto tempo si può risparmiare quando lo strumento giusto viene usato nel modo giusto.
4. Scrivere prompt efficaci, e in sicurezza
Il prompt è l’unica cosa che l’IA sa del problema, una richiesta ben costruita fa risparmiare tempo e riduce le invenzioni. Si lavora su una struttura in quattro elementi: ruolo (chi deve “essere” l’assistente), contesto (la situazione e il destinatario), compito (cosa deve produrre e con che tono), formato (come si vuole la risposta). L’approccio è iterativo — la prima risposta è una bozza da raffinare, la conversazione è lo strumento — e un accorgimento che da solo cambia i risultati è chiedere all’IA di fare domande prima di rispondere.
Scrivere un prompt efficace, però, significa anche scriverlo in sicurezza. La regola d’oro: nel prompt non va scritto niente che non si direbbe a uno sconosciuto, perché quel testo esce dalla cooperativa. Non vanno mai incollati dati e recapiti di soci o clienti, documenti del personale, certificati medici, IBAN e dati di pagamento, contratti riservati, credenziali — gli errori tipici da ufficio, come l’email del cliente incollata intera “per riscriverla più gentile” o il file del personale “per farsi il riassunto”, lo dimostrano. La contromisura è l’anonimizzazione, verificabile con una semplice checklist in tre domande da farsi prima di premere invio. Le categorie particolari di dati (art. 9 GDPR) meritano un’attenzione ancora maggiore — un certificato medico nel prompt è molto più grave di un semplice nominativo — e la responsabilità, in questi casi, è anche personale: dal segreto aziendale alle possibili conseguenze disciplinari, fino agli ordini di grandezza delle sanzioni previste.
5. L’IA al lavoro: opportunità e casi pratici per reparto
Cosa sa fare oggi un assistente generativo nel lavoro quotidiano di una società? Una rassegna pratica per area di lavoro, con lo stesso schema per ciascuna: un uso corretto, l’errore tipico, la correzione. Per l’amministrazione: bozze di solleciti e formule sì, fatture ed estratti conto no. Per i servizi ai soci e la comunicazione: testi promozionali e informativi sì, sempre con revisione umana, anagrafiche e dati dei soci no. Per la segreteria: scalette e riformulazioni sì, registrazioni integrali di riunioni su strumenti non autorizzati no. Per le funzioni HR, quando presenti: job description e tracce di colloquio sì, CV veri incollati no.
Il messaggio di fondo è che la regola è la stessa ovunque, cambia solo il documento che si ha sulla scrivania: incollare dati non anonimizzati in uno qualsiasi di questi casi espone la cooperativa a un possibile data breach, con i relativi obblighi di notifica, indipendentemente dalla funzione svolta da chi lo fa.
6. Riconoscere i rischi e i contenuti artificiali
Oltre alle allucinazioni già viste, altri rischi da conoscere: il bias nei dati di addestramento, illustrato con un caso reale; la prompt injection, cioè istruzioni nascoste che possono manipolare il comportamento di un sistema di IA; la sicurezza informatica, con l’IA come nuova superficie di attacco. Un rischio arriva anche dall’esterno: l’IA genera oggi voci, foto e video indistinguibili dal vero. I deepfake e le voci clonate si spiegano bene attraverso una truffa ormai reale, quella del “capo che chiede il bonifico urgente” con una voce che è davvero la sua — i campanelli d’allarme da riconoscere sono l’urgenza, il canale insolito, la richiesta fuori procedura, e la contromisura che non invecchia è verificare sempre su un secondo canale.
C’è anche il rovescio della medaglia: quando è la cooperativa a produrre contenuti con l’IA, la pratica corretta — e dal 2 agosto 2026 anche un obbligo, previsto dall’articolo 50 dell’AI Act — è dichiararlo. Chi interagisce con un sistema di IA deve saperlo, e i contenuti generati o manipolati vanno etichettati: per una cooperativa significa, ad esempio, che un chatbot deve presentarsi come tale e che i contenuti sintetici vanno segnalati come tali, con obblighi che si ripartiscono tra fornitori e utilizzatori.
7. Scegliere gli strumenti giusti, in modo responsabile
La scelta dello strumento non è solo una questione tecnica. Da un lato ci sono gli strumenti pubblici di terze parti — comodi e potenti, ma i dati escono e il controllo resta al fornitore; dall’altro i sistemi di proprietà o on-premise, dove l’IA gira su server della cooperativa e i dati non escono mai; nel mezzo, i piani business con garanzie contrattuali. Il criterio pratico è la delicatezza dei dati coinvolti: per il lavoro generico basta lo strumento pubblico, per i dati che contano servono garanzie, per quelli critici la scelta giusta è la proprietà.
È anche una decisione di cui il titolare del trattamento risponde: prima di adottare uno strumento di IA in cooperativa vanno verificate le garanzie del fornitore, gli accordi sul trattamento dei dati, la localizzazione dei server. E va affrontato apertamente il fenomeno dell’IA usata da soci o dipendenti senza autorizzazione — il cosiddetto shadow IT — che rende indispensabile una policy interna chiara, con ruoli e responsabilità definiti: chi coinvolgere in cooperativa e quando, dal referente IA all’IT fino al DPO.
8. Il quadro normativo in sintesi e gli adempimenti
Un rapido inquadramento del contesto normativo in cui si muove tutto quanto visto finora: l’AI Act europeo e la legge italiana 132/2025, con il loro approccio per livelli di rischio, e il rapporto tra AI Act, GDPR e NIS2 — le tre normative che, insieme, disegnano i confini di un uso corretto dell’IA in azienda.
Il cerchio si chiude sull’adempimento da cui siamo partiti: l’articolo 4 chiede alfabetizzazione, e la cooperativa deve poterlo dimostrare. A farne da prova sono l’attestato di fruizione con data e contenuti, il registro dei partecipanti e la conservazione della documentazione — perché la formazione sull’IA non è “una tantum” ma va aggiornata periodicamente, mano a mano che strumenti e norme evolvono. Il corso si chiude con un quiz di verifica sui contenuti trattati e il rilascio dell’attestato individuale di partecipazione.
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Condizioni Generali e Requisiti
Ai partecipanti verrà rilasciato l’attestato di frequenza al termine del percorso formativo. Verrà rilasciato direttamente ai partecipanti, al completamento del corso ed alle seguenti condizioni:
- superamento del test di autovalutazione con punteggio positivo;
- consegna questionario gradimento.
La piattaforma prevede una modalità e-learning con videolezioni e oggetti SCORM 1.2 e SCORM 2004 sp4 con Forum, Chat, sistema di messaggistica interna, Help Desk, Sondaggi, Faq, Banca Dati. La piattaforma è dotata di notifiche tramite mail, Test di verifica con feedback e verifica apprendimento, Prove di valutazione, controllo della durata ripartito su unità didattiche omogenee, con memorizzazione dei tempi di fruizione e controllo che l’intero percorso sia stato realizzato. È garantita la possibilità di ripetere parti del percorso formativo secondo gli obiettivi didattici e di effettuare stampe del materiale utilizzato per le attività formative. L’accesso ai contenuti avviene secondo un percorso obbligato (che non consente di evitare una parte del percorso).
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Dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18.00
